Una scimmia?

Sì, una scimmia. Ma non una scimmia qualunque, una scimmia impertinente. Che vede, sente, parla. Che pensa e addirittura scrive. Scrive per la televisione, per la radio, per qualche giornale. Scrive pure per il teatro, se capita. E quando ha smesso di scrivere per lavoro, allora comincia a scrivere per passione. 

La scimmia impertinente ha una moglie "alto-performante" (che le cose o si fanno per bene, o sono cazzi tuoi), una figlia possessiva (che papà sei tutto mio e affanculo gli altri) un lavoro flessibile (che poi è precario, ma fa brutto dirlo), una macchina bianca con il portabagagli sempre montato (che ci trovi briciole di biscotto dappertutto, manco fossero fiocchi di neve a Courmayer). La scimmia impertinente ha anche un branco di amici, una flotta di parenti e duemila contatti sulla rubrica telefonica, molti dei quali nemmeno ricorda più chi sono. 

L'unica cosa che la scimmia non ha è il tempo a disposizione. E difatti è sempre di corsa. Così di corsa che ha smesso di fare jogging, che tanto già correva abbastanza il resto della giornata.

Qualche anno fa, la scimmia, ha rifiutato un posto fisso. Per continuare a scrivere. E non lo sa ancora se ha fatto la cosa giusta, ma intanto è felice. Stanco, ma felice.

La scimmia impertinente scrive di tutte queste cose, ma questo è solo un particolare.