15 maggio 2016

Gonzalo e Maurizio

Ha il cuore in gola, Gonzalo. Certe occasioni capitano una volta soltanto nella vita e lui lo sa bene. Tre, non meno di tre gol deve segnare. L'appuntamento con la gloria ha numeri certi, questa volta. Per i primi due è stato un gioco da ragazzi, ma adesso no. Adesso serve qualcosa di spettacolare, qualcosa di unico. Ma è proprio in questi momenti che la paura ti prende, che l'ansia ti divora e ti paralizza le gambe. È proprio quando il traguardo ti si para davanti che temi di non farcela. E allora chiudi gli occhi e dai fondo al coraggio che nemmeno sai di avere. No, in palio non c'è solo un pallone da portare a casa. Non è un misero numero in più sul tabellino di una partita già scritta. È una voglia irrefrenabile di fare la storia. E la storia, si sa, non la puoi scrivere pensando da gregario. 

Sorride orgoglioso, Maurizio. Gli altri ancora non l'hanno capito, ma lui sì, lui sa già cosa sta per fare il suo campione. Gliel'ha ordinato lui di osare, di credere sempre in sé stesso se vuol davvero diventare il numero uno. Se vuoi andare vattene, gli aveva urlato quando si incontrarono per la prima volta. E gli aveva parlato con la stessa dannata spavalderia di quando allenava ragazzini sui campi fangosi della provincia toscana. Ma se resti, aveva immediatamente aggiunto, farò di te il miglior attaccante del mondo. Nemmeno si conoscevano, Gonzalo e Maurizio, ma in un minuto soltanto avevano capito di non poter più fare a meno l'uno dell'altro. E sorride, sorride sempre più forte, Maurizio, mentre Gonzalo stoppa il pallone e comincia a girarsi su sè stesso. Gli altri ancora non l'hanno capito, ma lui sì, lui sa già che quel pallone finirà in rete. E sa che, in fondo, è anche merito suo. 

Urla forte, il San Paolo. Ha trattenuto il fiato troppo a lungo per poterne dosare l'irruenza. Perché Gonzalo, ormai, è figlio di Napoli e il suo destino è quello di un'intera città. E fa niente che il secondo posto è già in cassaforte, poco importa che l'Europa dei campioni è già lì che attende. No, non è soddisfatto il San Paolo, non prima che quel pallone segni la parabola di un'impresa perfetta. Oltre il portiere, oltre l'immaginabile. Oltre ogni record. Gol, gol, gol. Urla forte, il San Paolo. Urlano Marek, Lorenzo, Pepe e tutti gli altri. Urla Napoli intera, che si sente parte di quella leggendaria storia che stanno scrivendo Maurizio e Gonzalo. Perché la storia non la scrivi mai da solo. E non conta solo chi la scrive, ma anche dove. E certe storie, a Napoli, sono destinate a restare per sempre memorabili.

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