24 ottobre 2014

I 10 Comandamenti del lavoratore precario

È dura la vita per i lavoratori precari. E con tutte le difficoltà che devono affrontare, il rischio di rimanere disorientati è sempre dietro l’angolo. Per questo ho pensato a un piccolo vademecum per sopravvivere nel mondo lavoro. 
  1. Non avrai altro Dio fuori di te. E ricorda che nessuno fa niente in cambio di niente.
  2. Non nominare il posto fisso invano. Piuttosto lavora su te stesso: "Io non sono un precario, sono un lavoratore flessibile, io non sono un precario, sono un lavoratore flessibile, io non sono..."
  3. Scordati di poter santificare le feste. Quando gli altri riposano, tocca a te scendere in campo. E comunque ricordati che le tue "ferie" non sono pagate.
  4. Onora il tuo capo e i suoi raccomandati. O perlomeno faglielo credere. 
  5. Non uccidere il tuo capo e i suoi raccomandati. O perlomeno affidati a killer professionisti. 
  6. Non commettere atti impuri sul posto di lavoro. Con la crisi che c’è, farsi l’amante è una spesa che non ti puoi permettere. 
  7. Non rubare. Cioè non evadere le tasse. La capacità di dare il buon esempio è uno dei pochi privilegi che ti restano.
  8. Non dire falsa testimonianza. Solo per ribadire il concetto: le tasse si devono pagare. Comunque.
  9. Non desiderare il mutuo d'altri. E non sperare di averne uno tutto tuo: in banca nemmeno ti faranno entrare. 
  10. Non desiderare lo stipendio e il tfr d'altri. E se può esserti d'aiuto, pensa che i soldi non fanno la felicità. O almeno credo.