28 marzo 2014

Il caffè di Napoli è pessimo?

Il caffè di Napoli è pessimo. Lo ha scritto il Corriere della Sera, riportando il giudizio di tale Andrej Godina, responsabile per l’Italia dell’Associazione europea del caffè. 

Godina ha assaggiato il caffè in diversi bar di Napoli, per concludere il suo tour al Gambrinus, il cui caffè ha definito: "rancido, con delle note di legno bagnato, di muschio, di sottobosco. E con una notevole astringenza." 

Sì, ha usato propria questa parola: astringenza. Ma come astringenza? E che significa? Tutto avrei detto del caffè di Napoli, ma sull’astringenza non ci avrei scommesso un centesimo. Passi per il rancido, anche se è un’offesa senza capo né coda, passi per le note di legno bagnato, che lo sa solo lui come ha fatto a trovarle in una tazza di caffè. Passi pure per il muschio e il sottobosco, che tanto lo capiscono pure i bambini che se li è inventati perché questi sapori non li conosce nessuno. Ma l'astringenza no! 

A Napoli siamo pieni di dubbi, ma se c’è un punto fermo nelle vite dei napoletani è la consequenzialità del trinomio: caffè-peristalsi-evacuazione. Decine di generazioni sono cresciute con questa certezza, milioni e milioni di famiglie hanno fondato il loro ménage mattutino su questa abitudine e adesso non può certo arrivare un Godina qualunque e mettere tutto in discussione. 

Così, sconvolto dalla notizia, mi sono messo a fare un po’ di ricerche su internet per capire cosa significasse questa parola. E alla fine l’ho scoperto: l'astringenza è una sensazione di secchezza e rugosità (allappamento) percepita nella cavità orale, causata da alcuni alimenti e da alcuni sali. 

Vi dico la verità, io pure dopo che l’ho letto, non è che l’ho capito tanto bene il significato di questa benedetta astringenza, però ho capito che non c’entra niente con l’astringenza che pensavo io. Insomma cari amici, potete dormire sonni tranquilli e prendere il caffè tutte le mattine, con la consapevolezza che nel giro di qualche minuto, qualcosa, nel vostro intestino, si muoverà. Comunque. 

In quanto a te, caro il mio Godina, io mica lo so se davvero ci hai capito qualcosa del caffè di Napoli. Dici di “degustare tecnicamente e di valutare quello che senti in bocca", ma a Napoli il caffè non si sente con la bocca, a Napoli il caffè si sente col cuore. E se tu sei proprio convinto che ci sia dentro il sottobosco e tutta quell’altra roba lì, fai pure, poi però non lamentarti se qualcuno ti augura un bel caffè davvero astringente. E, questa volta, non nel senso che intendi tu. E credimi, Godì, quando vogliamo, a Napoli il caffè lo sappiamo molto, ma molto astringente…