16 agosto 2013

Questione Egitto: lettera alla Farnesina

Cara Farnesina,  

scusami se ti disturbo nel week end di Ferragosto, ma ho bisogno di qualche chiarimento. 

Ho letto, con grande stupore, che hai deciso di non sconsigliare i viaggi in Mar Rosso, a differenza di quanto hai fatto per il resto dell’Egitto. Adesso, se l’italiano non è un opinione, se non sconsigli, allora vuol dire che consigli. Ho capito bene, Farnesì? Tu consigli di andare in un paese, nel bel mezzo di una guerra civile, che fa centinaia di morti al giorno? 

Non me ne volere, ma questa cosa io proprio non la capisco. Mi hai detto pure che non devo assolutamente uscire dal resort. Quindi mi stai suggerendo che fuori dal resort ci sono dei rischi, giusto? Perché io dentro al resort ci devo comunque arrivare. E prima di entrare dentro - perdonami la banalità - sto fuori. A meno che non fanno atterrare l’aereo direttamente dentro al resort, ma la vedo decisamente complicata come ipotesi. Che poi, io mica l’ho capito, per quale motivo dentro non si rischia e fuori sì. Che ci sta la Corazzata Potemkin a difendere i resort? 

Come se non bastasse, poi, ci tieni a ribadire che pur non essendoci adesso emergenza, potrebbe comunque esserci nei prossimi giorni. Farnesì e nemmeno questo ti basta a decidere di sconsigliare? Io non ti seguo più. Forse sarà il sole di Ferragosto che mi è andato in testa e non mi fa capire. O forse il sole è andato in testa a te e ti fa fare strani ragionamenti. C’è chi dice che ci sta qualcosa di strano sotto, ma io non voglio pensare male. Io vorrei solo incontrarti di persona, guardarti negli occhi e farti una sola semplice domanda, che credo mi aiuterebbe a capire tante cose: tu, Farnesì, a tuo figlio ce lo manderesti in vacanza a Sharm El Sheikh?