25 aprile 2013

Il gattopardo e il giaguaro

Rieccomi. Dopo tanto tempo torno a scrivere per il mio blog. Mentre non c’ero sono cambiate diverse cose. O perlomeno così sembrerebbe.

Ratzinger ha deciso che il bianco lo ingrassava troppo e si è dimesso da Papa. Francesco ha preso il suo posto, ma con qualche gioiello in meno e qualche biglietto dell’autobus in più. Si è provato ad eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, qualcuno avrebbe voluto la Gabanelli, ma poi si è preferito tenersi lo stesso: Giorgio Napolitano, 88 anni suonati e un grande futuro dietro le spalle. Roba che a confronto Berlusconi e Monti sembrano enfant prodige.

Anche il Presidente del Consiglio cambierà, Berlusconi ha lasciato la poltrona a Monti che  sta per cederla (suo malgrado) a Letta (Enrico, quello giovane) che, però, ancora non ha sciolto la riserva. Caso di “nipotismo” all’italiana? Staremo a vedere. Ad ogni modo, c'è Grillo che vigila per noi. Beppe, finalmente, riporterà la vera Democrazia in Italia. Purchè si faccia sempre quello che decide lui.

Qualche cenno di sport: la Juventus vincerà lo scudetto e Conte per festeggiare indosserà un nuovo parrucchino a strisce bianconere. Una squadra tedesca (non si sa ancora quale) metterà le mani sulla Champions League e il coefficiente Uefa della Germania distanzierà ancora di più quello italiano. Anche nel calcio, insomma, a spread stiamo messi male. Intanto il Napoli (il mio Napoli), se non decide di suicidarsi, arriverà secondo in campionato e Cavani potrebbe doversi cercare altrove una nuova amante. Con buona pace di Maria Soledad e Alfonso Signorini.

Io, nel frattempo, ho cambiato città, casa e lavoro. Poco male. Lavoro così tanto che per trovare il tempo di scrivere di nuovo su questo blog mi ci è voluto quasi un anno. Ma fa niente. In fondo non c’era granché da dire.

Tutto è cambiato, perché nulla cambiasse. E tra un Gattopardo e un giaguaro, dopotutto, non c’è questa gran differenza, no?