14 giugno 2012

Lettera al Pocho

Alla fine te ne sei andato, Pocho. Non è ancora ufficiale, ma poco importa. Oramai i giochi sono fatti, le jeux son fait. Te ne vai a Parigi, per fortuna. Meglio che all’Inter, decisamente. Qualcuno dice: “Ma cosa cambia? All’Inter o al Psg, è lo stesso.” Qualche altro replica: “All’Inter no, perchè avrebbe rafforzato una diretta concorrente.” Né l’una, né l’altra, dico io. Non è così che ragiona un tifoso. Per un tifoso, un calciatore della propria squadra, è un po’ come una fidanzata. Quando una fidanzata ti lascia, il tuo primo pensiero è che non vuoi vederla con un altro. Non pensi tanto a quello che tu non puoi fare più con lei, ma a quello che lei potrebbe fare con un altro. Perciò è meglio Parigi. Meglio essere mollati per uno che non vedi e non conosci, che per uno che se la fa nella tua stessa comitiva. Occhio non vede, cuore non duole, mettiamola così. Quindi, caro Pocho, non ce ne volere se non ti auguriamo grandi successi. Ti ringraziamo per quello che hai fatto in questi anni, certo. Ma non auspichiamo il meglio per il tuo futuro. Sarebbe come dire alla donna che ti ha appena lasciato: “Speriamo che lui, sia meglio di me.” E queste cose, lo sai anche tu, succedono solo nei film. Buon viaggio Pocho. Bon voyage, come direbbero i parigini. E speriamo che con loro, tu sia un po’ meno felice che con noi.