28 marzo 2012

Lo strano caso dell'ignorante evoluto (ovvero: fare lo scemo per non andare in guerra)

Ok, lo dico subito: io sono come la legge, non ammetto l’ignoranza. Non tutta l’ignoranza, però. Soltanto l'ignoranza evoluta. Perchè secondo me esistono due tipi di ignoranti, quelli semplici, che non fanno male (quasi) a nessuno e quelli, appunto, evoluti. Gli ignoranti evoluti sono ignoranti DOC, super-ignoranti, se mi passate il termine. Ed è di loro che vi voglio parlare, oggi. E per rendere meglio l’idea vi racconto un breve aneddoto. 

Ero a Napoli – la Napoli bene, quella dei baretti vip di San Pasquale – e mi dirigevo verso la mia macchina, parcheggiata poco più avanti. Avevo appena preso le chiavi dalla tasca quando mi si avvicina un tizio sulla cinquantina, piuttosto in carne e decisamente maleodorante. Era un parcheggiatore abusivo, ma l’ho dovuto intuire da solo, perché lui ha omesso di presentarsi. Il tizio, prima ancora che fossimo vicini, comincia a “cazziarmi” (trad. rimproverarmi) con una certa veemenza. Anzi direi di più, il parcheggiatore mi fa una vera e propria morale. La mia colpa, lo scopro solo dopo qualche secondo di conversazione, era quella di aver lasciato la mia macchina parcheggiata troppo a lungo nella sua zona di competenza, impedendogli così di “abbuscarsi na cosa ‘e sord” (trad. guadagnare qualche spicciolo in più). 

Ecco, io ci ho provato in tutti i modi a trovare una spiegazione a quel comportamento, ma non ne ho trovata nessuna che potesse fare a meno dell’ignoranza. D’accordo che c’entra pure la prepotenza, il malcostume, la delinquenza, la crisi economica e tutto il resto appresso. Ma nessuna di queste cause ha un senso da sola. Ci deve stare per forza l’ignoranza affianco, sennò non si spiega. Il problema vero dell’ignoranza (altrui) è che ti rende impotente. Non puoi farci nulla, hai voglia a sbatterti e a dare di matto. L’ignoranza  (per chi ce l’ha) è uno scudo protettivo come quello dei supereroi, è la conditio-sine-qua-non per garantirsi l’immunità a-culturale

L’immunità a-culturale è uno status privilegiato, che ti permette di non pagare le conseguenze di ciò che fai. Pensate, per esempio, a chi blocca un’intera strada parcheggiando fuori posto la sua auto e poi si difende dicendo di aver acceso le quattro frecce. Come ve lo spiegate, voi, un comportamento del genere? Cosa potete dire ad un soggetto così? Nulla. Perché lui tiene l’immunità. Ha la patente ufficiale di ignorante evoluto

L’immunità a-culturale è seconda solo a quella parlamentare e per ottenere il massimo del privilegio bisognerebbe avercele entrambe. Ma non tutti gli ignoranti (benché evoluti) riescono a diventare parlamentari. Sono decisamente troppi per andare tutti al governo, solo i più astuti tra loro ci riescono. E chi non ce l’ha, l’immunità a-culturale, e gli piacerebbe averla, cosa può fare? Non molto purtroppo, se è già adulto. Peggio per voi se avete preferito farvi una cultura e coltivare il vostro pensiero. Adesso accettatene le conseguenze. Voi questa immunità non l’otterrete mai. 

Se invece siete appena nati e per uno strano motivo che adesso mi sfugge, sapete già leggere e siete finiti su questo blog, ascoltatemi bene, perché non mi ripeterò una seconda volta: l’immunità a-culturale è il risultato di un lungo training che comincia fin dalla culla. E che poi si affina con l’infanzia e l’adolescenza. E matura definitivamente solo da adulti. Ignoranti evoluti non si nasce, ignoranti evoluti si diventa. Bisogna farsi crescere il pelo sullo stomaco, fregarsene del prossimo, imparare a dare risposte talmente assurde da non lasciare spazio ad una replica. Solo così si diventa veri ignoranti evoluti. Altrimenti resterete per sempre ignoranti semplici, senza tutti i privilegi di cui sopra e senza nemmeno il sollazzo della cultura, che non rende immuni da un bel niente, ma almeno aiuta a sentirsi migliori.