15 febbraio 2012

Ma cosa c'entra Sanremo con Twitter?

Sanremo è Sanremo, si sa. E nonostante la "vecchiaia"  non smette di far parlare di sé. Nel bene o nel male. Non entro nella cronaca dettagliata della prima serata e non parlo (per ora) dei brani in gara. Mi limito a dire la mia sui protagonisti più rilevanti di questa prima fetta di Festival.

Eccoli in ordine sparso:



Auditel
Lo sanno anche le formiche che gli ascolti contano parecchio in televisione. Per questa prima serata a Morandi è andata di lusso: quasi un telespettatore su due era sintonizzato su Rai Uno, meglio dell'anno scorso. È presto per cantare vittoria, sia chiaro. Nè possono bastare gli ascolti a promuovere Morandi e il Festival, ma, diciamoci la verità, 15 milioni di persone che ti seguono, a chi dispiacerebbe avercele? 

Gianni Morandi
È chiaro che questo rischia di non essere il "suo" festival. Perlomeno non come l'anno scorso. Celentano ha preso il centro della scena e chissà se Gianni saprà riconquistarlo. Ieri, anziché duettare col molleggiato, gli ha fatto da spalla, con tanto di coreografia stile blues brothers. Luca e Paolo, poi, quasi si dimenticavano di presentarlo e persino la Canalis e Belen sembravano trattarlo con sufficienza. Solo Papaleo gli ha dato un po' di soddisfazione. Decisamente troppo poco per uno come lui.

Adriano Celentano 
È il "personaggio" per eccellenza di questo Festival. E difficilmente, nelle serate a venire, qualcuno farà discutere più di lui. Perdonatemi se non entro nel merito dei contenuti del suo intervento. Ne sono già pieni i giornali. Mi limito piuttosto a fare due notazioni, una economica, l’altra artistica. Punto uno: non è vero che la Rai usa i nostri soldi per pagare Celentano. Celentano si paga da solo, con la pubblicità che porta. Solo gli ultimi 30 secondi di spot, prima del suo intervento, sono stati venduti per circa 200 mila euro. Considerate 4 minuti di pubblicità prima e altrettanti dopo di lui e capirete da soli che la Rai, con Celentano, ha avuto guadagni maggiori delle spese. È una considerazione puramente economica che nulla ha a che vedere con l'opportunità o meno di invitarlo. Ma mi pare giusto chiarirlo. Punto due: Celentano, ieri sera, non c’entrava un bel niente col Festival. Era uno spettacolo a sé stante, completamente estraneo a tutto il resto. E questo è inconcepibile. Ogni programma televisivo ha (o dovrebbe avere) un progetto artistico ben definito, deciso dagli autori, dal regista e dai conduttori. A quel progetto artistico ogni ospite deve, in qualche modo, relazionarsi. Chi gli ha permesso di fare ciò che voleva non ha avuto grande stima di sé stesso.


Rocco Papaleo
Ultimi minuti della prima serata del Festival: Morandi annuncia che a causa di un guasto al sistema del televoto, non ci potranno essere eliminazioni, tutto rimandato a domani. E mentre Gianni si affanna a trovare mille giustificazioni all'accaduto, lui, Rocco, sottovoce sussurra: "Gianni... ma hanno ragione." Ecco, in queste battute, c'è tutta l'essenza di Rocco Papaleo, la sua semplicità e la sua spontaneità. Non ha cambiato una virgola di sé stesso per il Festival. Eppure non è mai sembrato fuori luogo o fuori contesto. Le sue facce, poi,  mi fanno scompisciare dal ridere. Sarò poco obiettivo, ma Rocco per me è un mito. 


Loredana Bertè 
Loredana Bertè, non me ne vogliano i suoi (pochi?) fans, è una delle immagini più brutte di questa prima serata del Festival. Il suo primo piano, con quei canotti spacciati per labbra in bella evidenza, era, da Rocky Horror Picture Show. Da censurare, direi. O perlomeno da mandare fuori dalla fascia protetta. Lo smilzo D'Alessio quasi scompariva dietro tutto quel silicone. Hanno pure cantato quei due, già. Quasi me ne dimenticavo.

Twitter
È il vero valore aggiunto di questo Sanremo. Un insospettabile e inedito occhio sul Festival al quale, dall'anno prossimo, anche gli autori dovrebbero fare più attenzione. Non fosse altro per la quantità di opinioni e suggestioni che riesce a raccogliere. Ieri sera seguire il festival attraverso le centinaia di commenti "twittati" in diretta era uno spettacolo nello spettacolo. Tra Bonolis che preferiva la Champions, Facchinetti che non la mandava a dire a nessuno e Rudy Zerby che difendeva i suoi “Amici” ce n’era davvero per tutti i gusti. 

14 febbraio 2012

I 3 regali più originali per San Valentino


San Valentino non è una festa intelligente, lo so. È solo un simbolo del consumismo, d’accordo. E non ci si può ricordare di essere innamorati solo una volta l’anno. Non c’è dubbio. Ma, in fin dei conti, una scatola di cioccolatini non ha mai fatto male a nessuno. Tranne ai diabetici, ovvio. Ben venga San Valentino, dunque. Ma la festa degli innamorati, al tempo dello spread, richiede, inevitabilmente, qualche sacrificio e tanto, tanto ingegno nella scelta dei regali. Per questo vi propongo tre idee  per spendere poco e dimostrarsi comunque originali. 


Love Compilation 
Un cd fai-da-te, masterizzato in casa, con tutti i successi di Whitney Houston
Perché sì: è facile reperire le canzoni, pubblicate a migliaia sulle bacheche di Facebook negli ultimi due giorni.  
Perché no: il regalo potrebbe perdere valore alla morte del prossimo artista famoso. 


Love Snow 
Una scatola di palle di neve a forma di cuore
Perché sì: si contribuisce a liberare le strade dalla neve 
Perché no: è difficile reperire la neve in alcune zone d’Italia 


Love Poetry 
Il file audio pubblicato oggi da Repubblica.it con le poesie d’amore scelte e lette da Roberto Saviano 
Perché sì: è riciclabile come ninna nanna 
Perché no: inibisce qualunque forma di eccitazione sessuale nelle 6 ore successive all’ascolto